Dopo i peggiori temporali, seguono i migliori arcobaleni - Andrà tutto bene
 
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    Dopo i peggiori temporali, seguono i migliori arcobaleni

    Andrà tutto bene

    Ciao amici,                                                                          

    anche voi a casa? Beh immagino di sì!

    Se vi può aiutare, siamo tutti sulla stessa barca, rinchiusi, stipati, ma abbiamo in mano una grande missione, sapete?  No, non di cercare di preservare il genere umano, non è nostro compito e poi  penso che se fosse per alcuni, di noi non rimarrebbe neanche l'ombra.

    La nostra missione è ben altra, abbiamo il compito di far vedere a tutti quanto siamo uniti, di dimostrare che tutto il percorso che l'Italia ha fatto dall’unità fino ad ora sia servito a costruire una nazione unita, una nazione di persone che si prendono cura l'uno dell'altra,  che si vogliono bene, che si rendono conto del pericolo anche quando non ne vengono colpiti direttamente, che si fanno in quattro per gli altri.

    Perché sto scrivendo questa lettera?

    Beh perché penso che noi siamo la forza del Paese, noi siamo le generazioni del futuro. 

    Lasciamoli stare quei signori di mezza età convinti di essere immuni a qualsiasi cosa, che, egoisticamente, continuavano ad uscire affermando di non poter stare più in casa. Noi dobbiamo fare la differenza, dobbiamo far capire che non siamo i “nullafacenti” bravi solo a stare sui social.

    Penso che il problema principale  sia proprio l'egoismo, la presunzione di sapere tutto, di sapere come agire, quello che è bene fare o non fare, la presunzione di non attenersi a quello che ci dicono pensando sia qualcosa che non ci riguarda, che “vabbè, capirai il coronavirus, che mi può fare?”.

    No, non funziona così, bisogna attenersi alle regole, ora più che mai.

    Doveva essere una lettera scritta per tranquillizzare, scusate, non lo sto facendo, ma volevo approfittare di questo spazio per esprimere la mia opinione, sperando di ricevere il vostro appoggio, amici miei.

    Oramai sono tanti giorni che si sta a casa... 

    Eh no, non mi sono annoiata neanche un minuto; sicuramente i miei prof si sono curati che questo non accadesse, ma io penso di aver anche messo del mio. La nostra vita é cambiata radicalmente e di questo  siamo tutti consapevoli, ma non è una giustificazione.

    La nostra non è una dittatura per fortuna, perciò non ci dicono cosa fare sotto forma di ordine, ma sempre attenendoci alla legge siamo liberi di esprimere le nostre opinioni.

    Ecco, ora voglio spiegarvi i motivi per cui #iorestoacasa e spero che lo facciate anche voi, così da avere tutti delle motivazioni valide e non essere comandati dallo Stato in questa impresa:

    beh #iorestocasa perché i miei nonni vivono a fianco a me, perché vorrei evitare che per un mio errore  ci debbano rimettere loro.

    #iorestoacasa perché non voglio occupare, per una trasgressione delle regole, un letto d'ospedale destinato magari a qualcuno con una sindrome grave.

    #iorestoacasa perché, come la storia ci ha insegnato, dopo i peggiori temporali, seguono i migliori arcobaleni, di quelli in cui vedi l'inizio e la fine, perché penso che se riusciamo a tener duro per il tempo in cui ci è richiesto di farlo, si risolverà tutto.

    Ve lo immaginate che emozione sarà il primo giorno di scuola, che emozione sarà parlare ridendo di questo momento, che emozione sarà trovarsi a parlare e dire scherzosamente “ ahah, ma te lo ricordi il coronavirus ?”; che emozione sarà raccontarlo fra tanti anni, come i nostri nonni hanno fatto con noi, tramandando la “nostra storia”, la storia della nostra guerra.

    Eh sì, dopo sarà bello, sì, ma ora non è il momento di pensarci, adesso dobbiamo solo essere ligi al dovere non come soldati ma come persone coscienti della loro situazione e pronti a far del bene per la propria nazione. Perché per quanto a me non possa toccare neanche un po’ la situazione che vivono a poco più di cinque ore di macchina da qui, ci sono persone che accompagnano i propri cari in ospedale per poi non rivederli più; a poche ore di macchina da qui ci sono ragazzi come me che da settimane non vedono  i loro nonni, genitori, parenti, amici, insegnanti, che probabilmente non vedranno mai più; a poche ore di macchina da qui ci sono cimiteri aperti tutti i giorni, tutto il giorno, per i tanti ingressi registrati; non lontano da qui ci sono persone che non hanno notizie dei propri cari, almeno fino a quando non trovano il loro nome su un cartello bianco; non lontano da qui ci sono medici costretti a dormire su tavoli o a non dormire proprio, perché gente distratta ed ignara dei pericoli ha continuato ad uscire, a festeggiare. In questo momento non c'è nulla da festeggiare, ma se vogliamo farlo in futuro ora bisogna darsi da fare. Sembra strano se dico che questo pensiero mi fa commuovere? Eh sì, quando ci penso, ma soprattutto quando mi rendo conto  che tutta la nazione ce l’ha fatta grazie al contributo di ogni cittadino, allora sì che mi commuovo, non so perché ma penso che il patriottismo sia un sentimento molto importante.

    Spero che anche voi condividiate le mie idee o anche che questa lettera possa aiutare qualcuno a maturare una propria opinione.

    Concludo con una frase comune, magari scontata, ma che in questo caso calza proprio a pennello “everything will be ok in the end, if it is not ok it's not the end” che tradotta in italiano vuol dire: “tutto andrà bene alla fine, se non va tutto bene, non è la fine”. [J.Lennon]

    p.s raccontatemi un pò ….. voi perché #stateacasa?

    Un bacio [con la mascherina]

    Laura# classe III E

    di Redazione Rossetti


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