“100 immagini… per guardare oltre” - Alla Rossetti Mostra fotografica per celebrare il Giorno della Memoria
 
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“100 immagini… per guardare oltre”

Alla Rossetti Mostra fotografica per celebrare il Giorno della Memoria

Considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace,
che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no. 
Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome,
senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo, come una rana d’inverno.

(Primo Levi)

 

Il 27 gennaio di ogni anno si celebra in tutto il mondo il Giorno della memoria, per commemorare le vittime dell'Olocausto. L’Istituto Comprensivo Gabriele Rossetti ha voluto celebrare questa ricorrenza in modo speciale: dal 25 al 31 gennaio ha infatti ospitato la suggestiva mostra fotografica “100 immagini… per guardare oltre”, curata da Battista Costanzo e da Padre Enzo Ronzitti.

 

La mostra, come suggerisce anche il titolo, è stata realizzata con lo scopo di far percepire al visitatore quello che realmente succedeva ad Auschwitz e in tutti i campi di concentramento e di sterminio, per non fermarsi a quello che è scritto sui libri di storia, ma per guardare oltre.

 

Tutto iniziò migliaia di anni fa, quando Caino uccise Abele, il primo omicidio della storia. Nel corso dei secoli se ne sono susseguiti, purtroppo, moltissimi altri, fino alla Seconda Guerra Mondiale, la più grande carneficina della storia. E’ così che si apre la mostra, con un filo spinato con una scritta che riprende i passi della Bibbia, quando Dio chiese a Caino dove fosse suo fratello.

In un susseguirsi di immagini, si percepisce il dolore e le enormi difficoltà dei deportati e l’ingiustizia di questa tragedia, che colpì l’Italia e l’intera Europa.

 

Nella mostra vengono messe in risalto le figure di due personaggi agli antipodi: Josef Mengele e Padre Massimiliano Kolbe.

Il primo, l’”angelo della morte”, è lo spietato dottore che conduceva folli e crudeli esperimenti sui gemelli monozigoti, così spietato da arrivare a squarciare i bambini pur di poter esaminare gli organi interni.

Padre Massimiliano, invece, arrivò ad Auschwitz nel 1941. Un giorno, un prigioniero tentò di fuggire e i tedeschi selezionarono dieci persone per farle morire nel bunker della fame come avvertimento. Uno dei dieci selezionati scoppiò improvvisamente a piangere dicendo di avere una famiglia e numerosi figli. Padre Massimiliano decise di sacrificarsi al suo posto. Padre Kolbe è stato santificato nel 1982 da papa Giovanni Paolo II.

Molto toccante è la sequenza di fotografie dal titolo “Le reliquie”, in quanto sono stati immortalati oggetti personali, come protesi, vestiti e scarpe, e parti del corpo, come i capelli e i denti, atrocemente sottratti ai deportati per essere inviati in Germania.

Numerosi sono stati gli studenti, che anche da altri istituti, hanno fatto visita alla mostra. Tante e diverse sono state le loro reazioni di fronte ad immagini così forti e atroci, che però sottolineano la crudeltà della tragedia della Shoah.

Sicuramente però, le foto vogliono rendere omaggio alle vittime e ai loro familiari e mettere in luce la verità storica in modo che tale crudeltà non possa mai più ripetersi.

Le emozioni si fanno ancora più forti al termine della mostra e non si può fare a meno di chiedersi perché sia accaduto tutto ciò e come sia stato possibile calpestare così atrocemente la dignità della persona umana.

 

“Non si deve cedere di fronte alle ideologie

 che giustificano la possibilità di calpestare la dignità umana

sulla base della diversità di razza, di colore della pelle, di lingua o di religione”

(Papa Giovanni Paolo II)

 

 

Il sindaco dei ragazzi

Simone Di Minni

 

 

di Redazione Rossetti


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